Pietramatta, vini integrali

Pietramatta, vini integrali - Pietramatta

A cenate Sotto, alle falde del monte Misma, di fronte alla Riserva naturale WWF della Valpredina, in un vigneto di alta collina interamente lavorato a mano, creo quello che amo definire un “vino integrale”, ovvero un vino naturale, fatto senza quelle manipolazioni fisiche o chimiche che servono a dare ad un vino una rassicurante costanza qualitativa. Dimenticatevelo, il mio vino è diverso ogni annata perché ogni annata è diversa alla precedente e sarà diversa dalla successiva. Io vedo il vino come arte, poesia, ricerca continua. I vitigni che ho personalmente piantato sono i classici bordolesi rossi (ormai storicamente presenti nella Valcalepio) e bianchi ed il Moscato di Scanzo, varietà autoctona delle colline intorno a Scanzorosciate, perfettamente adattato al  cosiddetto Sasso della Luna (detto anche  “pietra matta” per la sua scarsa performance come pietra da costruzione). Senza enologi, agronomi, consulenti ad aiutarmi, solo la mia esperienza (ahimè ormai più che ventennale) ed il mio estro. Ho cominciato a far vino fin da ragazzino, follemente innamorato di questo incredibile liquido fin da tempi non sospetti, prima ancora dell’ avvento delle varie mode che ho pure seguito con interesse, dal biologico al biodinamico ai vitigni resistenti, ai vini senza solfiti aggiunti, tutte cose interessanti e spesso condivisibili, ma il vino non finisce qui. E’ giusto preoccuparsi della salute del proprio corpo, ma bisogna anche andare oltre: il vino non è per me solo un alimento, il vino è storia, cultura, socialità, il vino è conforto, ricordi, ispirazione, emozione … Il vino deve quindi essere sicuramente genuino e puro, ma soprattutto buono, buono, buono!

E voi cosa ne pensate ?

 

Piccoli miracoli quotidiani

Piccoli miracoli quotidiani - Pietramatta

 

E’ strano come mentre si lavora in vigna ci si dimentichi di tutto il resto e l’ unica cosa importante diventi rifilare bene un secco o riconoscere un burillon. Mentre i miei arti agiscono meccanicamente la mente vaga leggera. Poi d’ un tratto mi sveglio, il filare è finito, una goccia d’ acqua mi ha bagnato la guancia o il guanto si è impigliato nel filo di ferro. Piccoli miracoli quotidiani …

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"Garage wine" o "Vin du Garage"

"Garage wine" o "Vin du Garage" - Pietramatta

Produrre un vino esclusivamente per passione è una bella fatica ! Aver vinto il GWC (Garage Wine Contest) a Genova con il Bianco 2012 e con il Rosso 2011 ed aver ottenuto il primo posto nella categoria bianchi e rosati con lo Scanzonato 2013 è stata una bella soddisfazione. Ecco il Sauvignon in pressatura diretta, uva perfetta, sanissima, eppure con la pressatura diretta molto soffice solo il 50% del peso dell' uva diventa vino ...

Il custode delle vigne

Il custode delle vigne - Pietramatta

 IL MONTE MISMA, SILENZIOSO CUSTODE DELLA VIGNA

Ho impiantato questa vigna, che guarda il Monte Misma e l' oasi WWF della Valpredina, con il nostro vitigno autoctono, il Moscato Di Scanzo. Nel tempo questo vitigno si è dimostrato poliedrico oltre ogni aspettativa. In alcune annate lo appassisco naturalmente, in un locale areato, per farne un vino da meditazione. Altre lo taglio con cabernet franc e merlot e lo metto in legno piccolo di due-tre passaggi per farne un "taglio bordolese modificato", dove il Moscato di Scanzo aggiunge un po' di personalità e amplia la gamma aromatica, acquisendo con l' invecchiamento sfumature davvero interessanti, direi esoteriche. Altre volte lo vinifico secco, in inox, con un po' di merlot, lo imbottiglio appena i freddi invernali lo hanno pulito e la bottiglia ne conserva tutto il frutto esplosivo. Un' altra versione è un rosa da salasso, che ho chiamato Scanzonato, in uvaggio con Syrah, Merlot e Cabernet Franc: frutto frutto frutto, da bersi quando si ha voglia di vita, gioia, spensieratezza, amicizia. L' ultimo nato è una versione rifermentata in bottiglia con lunga sosta sui lieviti ... vi saprò dire...

Vinificazione in anfora

Vinificazione in anfora - Pietramatta

 

PUNTO G: Moscato Giallo a lunga macerazione in anfora

Ecco il moscato giallo 2016 in macerazione in anfora. Se volete potete definirlo un "orange wine" . In realtà quando ero piccolo vedevo i contadini, grandi bevitori di rosso, riempire un piccolo tino dell' uva bianca che veniva dalla vigna più piccola e pregiata, diraspare a mano e follare per settimane e alla fine riempire una piccola botticella "per le occasioni". In realtà  l' orange wine non è che una riscoperta di queste tradizioni. Ovviamente ci si dedica più cura, il vino è più armonico e meno ossidato, ma resta quel calore, quando si sorseggia, che fa pensare alla passione ed all' impegno di chi lo ha realizzato.

 

Legno, acciaio, argilla, vasche in inox, barrique ed anfore, ogni materiale ha i suoi  pregi ed i suoi difetti. Col tempo si impara a modulare tutti questi materiali per consentire al vino di esprimere la sua personalità, per far "parlare" l' uva. Sono ormai passati diversi anni da quando ho cominciato le prime vinificazioni nell' anfora che avevo vinto come premio al GWC e per me è sempre un' emozione indescrivibile seguire l' evoluzione di questi vini. A lungo ho cercato un materiale che consentisse una microossigenzaione discreta, dopo diversi tentativi credo di aver trovato la mescola di argilla ideale per il mio vino, che può invecchiare lentamente, acquisendo complessità, in perfetto equilibrio tra ossidazione e riduzione.

Uso l' anfora sia per la macerazione che per l' affinamento e maturazione del vino. In macerazione la follatura è facilitata dalla forma sferica dell' anfora, basta affondare leggermente le vinacce per disperderle nella massa sernza doverle maltrattare. In affinamento si ottiene una microssigenazione discreta, in pratica il vino "respira" ed evolve senza sviluppare odori di ridotto.

  • 23/11/2017